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UTILIZZO PRODUTTIVO DEI PUNTI FRANCHI
Si richiede che le autorità competenti mettano
a disposizione ( gratuitamente) strutture adeguate in regime di Punto Franco da
destinare ad “incubatore” di start-up, ovvero microimprese di giovani soprattutto nei settori innovativi.
Tali
imprese avrebbero difficoltà insormontabili a nascere spontaneamente nel
contesto italiano di crisi/depressione, malgrado quanto previsto dalla legge
221/212 e tanto più a svilupparsi senza lasciare Trieste come purtroppo adesso
avviene. Tale iniziativa dovrebbe comprendere il coinvolgimento dell’
Università, della SISSA, dell’ Area di Ricerca, del MIB e delle istituzioni
scientifiche locali e potrebbe essere adeguatamente localizzata nel “MAGAZZINO
26” restaurato ma attualmente in sostanziale disuso o utilizzato solo molto
parzialmente e che solo temporaneamente è stato forzatamente escluso dal Punto
Franco. Le Autorità, oltre a porre a disposizione la struttura e le
comunicazioni, dovrebbero farsi carico
di ottenere anche un particolare regime fiscale e IVA agevolato consentito
dalla Direttiva Europea 2066/112/CE artt. 156 e 160 che permetterebbe di
attirare e radicare a Trieste molti giovani con elevate capacità e competenze.
Tali attività sono consentite e previste
nel Porto Franco di Trieste come da artt. 6, 7 e 17 dell’ Allegato VIII.
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