4.- UTILIZZO PRODUTTIVO DEI PUNTI FRANCHI

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UTILIZZO PRODUTTIVO DEI PUNTI FRANCHI

Si richiede che le autorità competenti mettano a disposizione ( gratuitamente) strutture adeguate in regime di Punto Franco da destinare ad “incubatore” di start-up, ovvero microimprese di giovani  soprattutto nei settori innovativi. 

Tali imprese avrebbero difficoltà insormontabili a nascere spontaneamente nel contesto italiano di crisi/depressione, malgrado quanto previsto dalla legge 221/212 e  tanto più a  svilupparsi senza  lasciare Trieste come purtroppo adesso avviene. Tale iniziativa dovrebbe comprendere il coinvolgimento dell’ Università, della SISSA, dell’ Area di Ricerca, del MIB e delle istituzioni scientifiche locali e potrebbe essere adeguatamente localizzata nel “MAGAZZINO 26” restaurato ma attualmente in sostanziale disuso o utilizzato solo molto parzialmente e che solo temporaneamente è stato forzatamente escluso dal Punto Franco. Le Autorità, oltre a porre a disposizione la struttura e le comunicazioni,  dovrebbero farsi carico di ottenere anche un particolare regime fiscale e IVA agevolato consentito dalla Direttiva Europea 2066/112/CE artt. 156 e 160 che permetterebbe di attirare e radicare a Trieste molti giovani con elevate capacità e competenze.

Tali attività sono consentite e previste nel Porto Franco di Trieste come da artt. 6, 7 e 17 dell’ Allegato VIII. 

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